Otto condanne e due assoluzioni per la truffa alle assicurazioni

Autore Segreteria / Data: 08-07-2013 /

Notizia da nuovavenezia.gelocal.it di Giorgio Cecchetti :

Caorle. Pene da un anno e nove mesi in giù per i rappresentanti delle forze dell’ordine coinvolti L’ex vicesindaco Stival, che aveva risarcito la compagnia, è stato prosciolto perché il fatto non sussiste. CAORLE. Otto condanne e due assoluzioni, tra cui l’ex vicesindaco Gianni Stival, ieri nell’aula del Tribunale di Portogruaro per le truffe alle assicurazioni registrate a Caorle e che hanno coinvolto l’ex comandante della Stazione dell’Arma del centro balneare, altri quattro carabinieri, l’ex responsabile della Polizia stradale di Portogruaro e un finanziere di Caorle. Mercoledì sera il giudice monocratico Massimo Vicinanza ha condannato il carabiniere Cristian Corvino (33 anni) a un anno e due mesi di reclusione, l’ex responsabile della Polizia stradale Cesare Motteran (53 anni, San Michele al Tagliamento) a un anno e due mesi, il perito assicuratore Salvatore Stranieri (44 anni, Portogruaro) e un anno e nove mesi, il liquidattore assicurativo Amedeo La Rosa (66 anni, La Salute di Livenza) a un anno, gli automobilisti Dino Sessolo (San Donà), Dina Furlan (Fossalta di Portogruaro), Antenore Pianura (Caorle), Gianmaria Martin (Caorle) e Lisa Camerotto (Caorle)a nove mesi ciascuno. Il magistrato ha poi assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di simulazione di reato l’ex vicesindaco Stival, che per il reato di truffa aveva risarcito l’assicurazione, la quale aveva ritirato la querela e che era difeso dall’avvocato Antonio Forza, e il finanziere Daniele Cascione. Lo scorso anno altri sette imputati avevano patteggiato la pena e tra loro c’erano due carabinieri, Marco Festinante (36 anni) e Paolo Susanna (38 anni, entrambi di Caorle, il primo a sei mesi di reclusione e il secondo a otto mesi. Per la maggior parte gli imputati sono stati «incastrati» dal carrozziere di Caorle Filippo Vaccaro, la cui posizione per vari reati di truffa è stata stralciata e ora si trova ancora in attesa di giudizio. Ma il primo a finire nei guai è stato il maresciallo Cito Dalla Zeta, che è finito anche in manette oltre che per truffa, anche per falso, simulazione di reato e detenzione abusiva di sei pistole e un fucile. Tre anni fa il sottufficiale è stato condannato a sei anni di reclusione così come aveva chiesto il pubblico ministero di Venezia Paola Tonini, che ha condotto le indagini e che ha convinto il carrozziere complice di Dalla Zeta a confessare decine di altri episodi di truffa alle assicurazioni che hanno coinvolto ben venticinque persone. Erano tutti d’accordo: il carrozziere, il perito inviato dall’assicurazione per valutare i danni, il liquidatore e naturalmente l’automobilista e tutti ci guadagnavano a scapito delle società assicuratrici. Alcuni degli imputati hanno risarcito, altri invece hanno scelto di affrontare il processo puntando sull’assoluzione. I fatto contestati vanno dal 2005 a tre anni fa.

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