Cid del guidatore: non fa piena prova verso il proprietario

Autore Segreteria / Data: 25-02-2013 /

Dopo un incidente, la constatazione amichevole firmata da chi guidava una macchina altrui non è valida nei confronti del proprietario della vettura

Sentenza pesante della Cassazione in materia di Rc auto: è la numero 27024 del 15 dicembre 2011, sesta sezione civile, e riguarda gli incidenti causati da chi ha in prestito una macchina altrui. Se firma il Modulo blu della constatazione amichevole, dove ammette la responsabilità del sinistro, quel documento non fa piena prova verso il proprietario della vettura. In caso di controversia legale, la Corte suprema ha deciso che il giudice dovrà valutare liberamente se la dinamica dell'incidente è quella descritta con la Cid (Convenzione d'indennizzo diretto), e se quindi le responsabilità del sinistro sono state definite con precisione.

I MOTIVI DEL RICORSO - Tutto è iniziato con un incidente verificatosi nel 2009, di cui un uomo che aveva in prestito un'auto s'è accollato la colpa. Il proprietario non ha accettato quella versione dei fatti ed è nata una controversia legale, sino alla sentenza del luglio 2009, in cui il Tribunale di Larino, sezione distaccata di Termoli (Campobasso, Molise), ha confermato la sentenza del Giudice di Pace, che aveva rigettato la domanda. Allora, alla Cassazione è stata devoluta la seguente questione di diritto: se le dichiarazioni contenute nel modello Cid sottoscritto da entrambi i conducenti abbiano efficacia di piena prova nei confronti dei medesimi e possano essere liberamente apprezzati nei confronti delle altre parti. Conclusione degli ermellini: le affermazioni confessorie sottoscritte dal conducente nel modello di constatazione vanno liberamente apprezzate nei confronti dell'assicuratore e del proprietario del veicolo. Così, la Cassazione ha accolto il ricorso, dando ragione al proprietario, cassando la sentenza impugnata e rinviando, anche per le spese del giudizio, al Tribunale di Larino in diversa composizione.

MOMENTI DELICATI - È una decisione importante, quella della Cassazione, anche perché si occupa di una situazione che può succedere a tanti: si presta l'auto al figlio, al parente, all'amico, che in un momento di stress acuto (come quello successivo al sinistro) compila un Modulo blu errato, accollandosi perfino la colpa dell'incidente, quando invece ne era solo la vittima. Al che, l'intervento del proprietario, per ristabilire la verità, diventa prezioso. Una sentenza peralto del tutto coerente con un'altra in cui la Cassazione stabiliva che, se la ricostruzione del sinistro non è credibile, il Modulo blu vale zero, e va invece data massima importanza al verbale delle Forze dell'ordine.

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